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Scegliere un fornitore non è facile, in nessun settore industriale o dei servizi.
Nel settore meccanico lo è ancora di più, soprattutto oggi che le imprese italiane di questo settore stanno faticando moltissimo a reggere la crisi. Sempre di più il mercato premia la forte specializzazione, la possibilità di lavorare anche su piccole serie e piccoli lotti, di lavorare materiali speciali e difficili e di realizzare componenti di altissima precisione. D’altro canto, la troppo spinta personalizzazione in alcuni casi può essere un rischio, specie se ci si focalizza su un solo settore di sbocco. Se su tutti questi elementi la vostra impresa ha già chiaro cosa vuole e ha un buon parco di clienti, diventa fondamentale la scelta dei fornitori.

Distinguete innanzitutto tra i fornitori “sostituibili” e quelli strategici, focalizzate la vostra attenzione su questi ultimi: il vostro obiettivo dovrà essere di farli diventare dei veri partner (per fare questo, però, dovrete consentire loro di poter programmare, anche se questo può sembrare in contraddizione con l’esigenza di massima flessibilità).

Quali sono dunque i criteri per la scelta? Io vi propongo questi 7:

  1. parco macchine: innanzitutto, non c’è molto da fare. Un subfornitore meccanico lo si valuta prima di tutto dal fatto che il suo parco macchine sia adatto alle lavorazioni che mi servono, sia costituito da macchinari nuovi o comunque all’altezza
  2. referenze: anche questo punto è molto importante. E’ vero che ci sono aziende che – per motivi di riservatezza vera o presunta – non dichiarano i nomi dei loro clienti. Tuttavia, questo è un aspetto fondamentale da valutare. “Dimmi con chi lavori e ti dirò chi sei (o quanto vali)!”. Sui settori di sbocco ci sono 2 scuole di pensiero: meglio iperspecializzati nel vostro settore, o aziende che lavorano anche con altri? Diciamo che se il vostro settore è all’avanguardia, allora meglio gli specializzati. Se no, il vostro subfornitore potrebbe avere fatto esperienze in altri ambiti che possono essere utili anche per voi.
  3. esperienza: fondamentale che l’azienda abbia qualche anno di esperienza. Vero che ci sono imprese, magari nate da pochissimo, che fin da subito si distinguono per la loro competitività e qualità. Di solito, però, sono imprese fondate da chi aveva qualche anno di esperienza precedente altrove. Attenzione però a non confondere le imprese obsolete con le imprese esperte: il punto 1 sul parco macchine dovrebbe aiutarci a fare chiarezza. Altri elementi di attenzione: verificate se in aziende che vantano esperienze ultradecennali è già avvenuto il passaggio generazionale.
  4. puntualità nelle consegne: mi direte che questo lo si può sapere solo provando… Vero, però il punto 2 sulle referenze potrebbe aiutarvi a capirlo prima ancora di provarlo. Infatti, se il subfornitore che state valutando lavora per settori dove la puntualità è fondamentale, è un buon indice per valutarlo positivamente su questa voce.
  5. personalizzazione: tipicamente chi lavora per piccoli lotti è obbligato a fornire grande personalizzazione, o almeno cura nel venire incontro al committente con suggerimenti anche migliorativi. Di solito questo va di pari passo con l’esperienza.
  6. qualità della lavorazione e capacità di lavorare materiali speciali: anche questo aspetto, se vogliamo, è collegato ai punti 1 e 2. Chi ha il parco macchine adatto e lavora con certi clienti, ha sicuramente una buona qualità delle sue lavorazioni. Nei settori più “spinti” le tolleranze sono davvero esasperate.
  7. flessibilità e metodologia: il vostro fornitore deve concordare con voi fin dall’inizio tutti gli aspetti importanti. L’approvvigionamento, la logistica, l’adattamento di ogni singola macchina alla lavorazione che deve fare per voi e il controllo qualità. Diffidate di chi non punta su questi aspetti.

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