Nei giorni scorsi a Modena la polizia ha fermato una persona sospettata di essere l’autore di ben 9 roghi che hanno distrutto altrettante auto nelle settimane precedenti. Fortunatamente questo vero e proprio piromane seriale non ha fatto vittime, e se la polizia ha ragione gli automobilisti di Modena, in particolare i proprietari di SUV residenti in centro città, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo per la ritrovata sicurezza.
Il principale strumento a supporto delle indagini sono stati i filmati di videosorveglianza registrati dai sistemi di sicurezza antifurto e antirapina collocati in diversi punti della città. Ma come funzionano esattamente questi sistemi? In che modo gli investigatori riescono ad utilizzare i filmati?
Abbiamo approfittato di questo caso di cronaca per chiedere qualche approfondimento sul tema della videosorveglianza ad Electric System, azienda specializzata in impianti di sicurezza professionali, che proprio a Modena collabora quotidianamente con le forze dell’ordine locali su questi temi. Queste esperienze consentono all’azienda di trasferire il suo know-how anche ai privati e alle piccole e medie-imprese, offrendo a tutti la stessa sicurezza riservata ai professionisti.
Oltre ai normali sistemi di sicurezza antifurto e sistemi antirapina, i moderni sistemi di videosorveglianza consentono di utilizzare tutte le più moderne tecnologie e metodologie di analisi e di confronto. Le tecniche principali per l’analisi dei filmati della videosorveglianza sono due, entrambe utilizzate nel caso di cronaca citato: Il metodo antropometrico e quello antropomorfico.
Il metodo antropometrico, si utilizza quando la qualità del filmato è buona, e consiste nel comparare i filmati della sorveglianza con filmati del soggetto acquisiti attraverso un "esperimento giudiziale": una ripresa effettuata ad hoc con la stessa strumentazione tecnica e le medesime condizioni ambientali. Non è possibile confrontare un filmato con una semplice foto nè con un filmato di qualità migliore. Per effettuare queste comparazioni tra i due filmati si utilizza un software apposito che mette a confronto i volti e i profili. In questi casi, l’identificazione è praticamente sicura e costituisce una prova importante.
La tecnica antropomorfica invece viene impiegata quando la qualità dei filmati a disposizione è più bassa. In questa situazione è possibile confrontare i filmati anche con fotografie o con filmati di qualità migliore. Con questa tecnologia, però, non si può avere la stessa sicurezza di identificazione e si può arrivare al massimo a un giudizio di compatibilità tra le immagini.
(Ufficio stampa Electric System – Sistemi sicurezza antifurto e antirapina modena)